ESTRATTO ORIGINALE DAL GAMBERO ROSSO 2007

Indubbiamente il Lagrein in questi ultimi dieci anni ha compiuto dei passi da gigante ,da vino consumato quasi esclusivamente nella provincia di Bolzano a vera star per consumatori ed appassionati. Protagonista di primissima fila di questo fenomeno è sicuramente la Cantina Convento Muri-Gries e il suo storico kellermeister Christian Werth che nel 1988 ha preso in cantina il posto del padre. Ed è stato proprio Christian uno dei primi a puntare sul Lagrein, a ristrutturare i vecchi vigneti e a sperimentare in cantina; con dei fantastici risultati. Consigliamo di fare una visita in questo luogo ricco di storia che nel 1407 l'arciduca Leopoldo di Tirolo donò ai monaci senzatetto il castello di Gries, che essi adattarono a convento. La vecchia cappella venne trasformata in cantina, dove maturano i grandi Lagrein di Muri in botti di legno piccole e grandi. Quasi una formalità i Tre Bicchieri per il Lagrein Abtei Riserva '03: austero ed aristocratico al naso con note speziate e di pietra focaia, in bocca è dinamico e profondissimo. Da gustare al suo meglio tra qualche anno. Abbiamo combattuto anni con Christian per convincerlo a mandare in degustazione il suo Santa Maddalena; quest'anno ci siamo riusciti ed il risultato è che ha raggiunto di slancio le nostre finali in virtù di una piacevolezza e allo stesso tempo complessità ormai non più sorprendenti. Tipico, fragrante e di pronta beva il fresco Lagrein '05. Ben realizzati il Bianco Abtei '04 da uve 70% pinot bianco ed il resto pinot grigio, il Terlano Pinot Bianco, il classico Lagrein Rosato e il Pinot Grigio tutti dell' annata 2005.

Guida ai Migliori Vini d'Italia 2006 (pag: 164)

Il convento di Gries fu fondato del 1165: invece il nome Muri é quello dei benedettini di Muri, svizzeri del cantone di Aargau, che nel XIX secolo ebbero successo nel commercio di vini di santa Maddalena e dintorni. Oggi la cantina convento é un punto di riferimento per il lagrein, uva autoctona fino a poco tempo fa nota solo localmente e spesso afflitta da vinificazioni che ne esaltavano l'amaro. Oggi invece si tratta di uno degli autoctoni più particolari d'Italia. Sempre molto buono l'Abtei Riserva: cupo, naso di fragola china, e erbe di montagna, in bocca é fresco, armonico, fruttato e lungo.

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